
MCP è lo standard de facto per gli agenti AI
Quello che fino a un anno fa sembrava un protocollo di nicchia spinto da Anthropic, oggi è ufficialmente lo standard de facto per connettere LLM e agenti AI a tool, dati e sistemi esterni: Model Context Protocol (MCP).
Nelle ultime settimane OpenAI, Google e Meta hanno tutti annunciato il supporto nativo a MCP nelle rispettive API. Significa che un MCP server scritto una volta funziona con Claude, GPT, Gemini e Llama senza modifiche — un cambio epocale per chiunque costruisca integrazioni.
L'ecosistema sta esplodendo: nel registry pubblico di mcp.so si contano oltre 4.000 server, con coperture che vanno da Salesforce e HubSpot fino a integrazioni più verticali come strumenti CAD, pipeline di video editing o sistemi di trading.
Per i builder, il consiglio è netto: smettete di scrivere wrapper custom per ogni LLM e adottate MCP come layer di astrazione. La portabilità tra modelli è diventata un requisito, non un nice-to-have, soprattutto in un mercato dove i prezzi e le capacità cambiano ogni trimestre.
Il prossimo step atteso è la standardizzazione di MCP all'IETF, già in fase avanzata: una volta finalizzata, il protocollo diventerà parte dell'infrastruttura web esattamente come HTTP o WebSocket.
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